Il progetto alla base della gestione - presentato per la partecipazione alla gara - indicava specifici obiettivi:

 

Sistema acquedottistico

  • proteggere le fonti di approvvigionamento mediante la costituzione di idonee aree di salvaguardia; migliorare la qualità dell’acqua all’origine e durante il percorso; ridurre, nei limiti del possibile, il numero dei punti di attingimento (eliminando progressivamente quelli con peggiori caratteristiche di qualità, con portate minime o molto variabili, con minore possibilità di protezione);

     
  • contrastare la tendenza all’abbassamento dei livelli di alcune falde;

     
  • ridurre drasticamente le dispersioni anche regolarizzando ed uniformando il rapporto contrattuale, tecnico, commerciale con l’utenza;

     
  • unificare e migliorare i criteri progettuali per l’assetto dei sistemi distributivi e la conseguente “qualità” del servizio reso; eliminazione dei “turni” di erogazione; distribuzione in pressione entro le fasce di carico previste dalle normative nazionali; adozione di centri idrici e nodi di alimentazione telecontrollabili; zonizzazione e distrettualizzazione delle reti;

     
  • ottimizzare il sistema dal punto di vista energetico, utilizzando le acque disponibili a quota più elevata nelle zone più alte;

     
  • aumentare sensibilmente il grado di affidabilità e di elasticità del complesso anche attraverso l’interconnessione delle adduzioni e la realizzazione di un sistema generalizzato di telecontrollo, per ridurre la frequenza e la durata delle interruzioni e per fronteggiare meglio i problemi derivanti dagli spostamenti periodici di popolazione nonché le esigenze non prevedibili (emergenze);

     
  • tendere, nei limiti del possibile, verso l’unificazione delle tipologie di materiali utilizzate per le reti, riducendo anche le classi dimensionali, e prediligendo materiale molto durevoli.

 

Sistema di fognatura e depurazione

  • minimizzare l’impatto ambientale delle acque reflue;

     
  • tendere, nei limiti del possibile, verso la realizzazione di sistemi intercomunali, affluenti ad un numero di depuratori più limitato per massimizzare il grado di affidabilità ed elasticità, anche in relazione alle variabilità stagionali del carico organico da trattare;

     
  • circoscrivere le aree attualmente servite da sistemi fognanti misti, tendendo verso sistemi separati;

     
  • dare priorità alla eliminazione di scarichi di acque non trattate che si riversano in mare ovvero in corsi d’acqua protetti o connessi con specchi d’acqua o falde sotterranee utilizzate o utilizzabili per scopi potabili;

     
  • sperimentare nuove tecniche di miglioramento della qualità delle acque, ed in particolare quelle con minimo impatto ambientale (fitotrattamenti, biofiltrazione).